Nino DEFILIPPIS

C A R O   C I T . . .

 

nino defilippis

 

. . . rimasto ‘orfano’ di Fausto Coppi, per chi potevo e dovevo tifare se non per te, in cui vedevo concentrata la quintessenza del mio corridore (e del mio uomo) ideale, cioè un cocktail di potenza e di coraggio, di estro e di avventatezza che spesso sconfinava nella follia, ma una follia innocua, le cui sole vittime designate erano i malcapitati che incappavano in una delle tue folgoranti “giornate-sì” ? E poi, l’inusuale schiettezza, il parlare sempre forte e chiaro (del genere “Pane al pane e vino al vino”), quel tuo non piegarti, non sottometterti a nessuno, non venderti, non svenderti mai: questo era il corridore – e questo era l’ uomo – che piaceva a me: questo era il Cit .  Arvedse, grande NINO !

 

P. S. Nino Defilippis ci ha lasciati il 13 luglio 2010, portandosi dietro molto della mia adolescenza

 

SIMPSON CON DEFILIPPIS

 

DEFILIPPIS VAN LOOY MONDIALE '61

 

Due secondi posti che “bruciano”, entrambi del 1961. Sopra: il 26 marzo, a Wetteren, Tom SIMPSON lo batte al Giro delle Fiandre; sotto: il 3 settembre, a Berna, Rik VAN LOOY lo batte    al campionato del mondo

 
 

 

 

Franco Balmamion

 

F R A N C O   B A L M A M I O N

 

   C A N A V E S A N O   D. O. C.

 

Nato a Nole Canavese (Torino) l’11 gennaio 1940, esordisce da allievo a 17 anni, poi passa dilettante; ricordiamo almeno i due ‘gioielli’ del 1960: la Torino-Valtournenche e la classica a tappe San Pellegrino. Professionista dal ’61 al ’72 (Bianchi, Carpano, Cynar, Sanson, Molteni, Salvarani, Scic) ottiene12 vittorie, alcune di assoluto prestigio; due Giri d’ Italia consecutivi: ’62 (su Massignan a 3’57” e Defilippis a 5’02”; partiti 130, arrrivati 47) e ’63 (su Adorni a 2’24” e Zancanaro a 3’15”); sempre al Giro, 2° nel ’67 a 3’36” da Gimondi; 1962: Milano-Torino (profeta in patria!) su Adorni e Giro dell’Appennino su Nencini: disputato il 23 settembre, aveva segnato l’ esordio al professionismo del ventunenne Italo Zilioli; 1963: Campionato di Zurigo seguito a 1’06” dal torinese Angelo CONTERNO (il primo italiano ad aggiudicarsi la Vuelta, nel 1956); 1967: vince, anzi “stravince” il campionato italiano, un durissimo Giro di Toscana di 256 km, gli ultimi 30 da solo, lasciando a 3’30” – sentite un po’ ! – Dancelli, Adorni, Gimondi, Motta ecc. ; lo stesso anno è 3° al Tour, a 7’23 da Roger Pingeon, un’ edizione funestata il 13 luglio dalla tragica scomparsa dell’inglese Tom SIMPSON (che Franco definisce “generoso e forte”) sulle paurose rampe finali del Mont Ventoux:  qui sotto – a partire da sinistra – la maglia gialla Pingeon, Balmamion, Janssen, Poulidor e Gimondi

 

balmamion-ventoux

 

 Giri” due, ma tappe zero: e con questo ?
  A parlare e a dissentire si fa presto.
  Avanti, in sella: provate e poi vedrete
  cosa vuol dire, così comprenderete,
  così potrete dal vivo constatare
  se ha vinto perché lo han lasciato andare
  oppure perché ce la metteva tutta.
  Tante giornate belle, qualcuna brutta:
  eccolo sempre lì, sempre con i primi.
  Altro che storie ! Zancanaro Ronchini
  Taccone Adorni Carlesi Battistini
  il Cit  De Rosso Soler e tutti gli altri
  decisi ringhianti sornioni e scaltri:
  ma contro ‘sto Balmamion niente da fare !
  La maglia rosa ?  Una seconda pelle . . .
  Cinque e poi sette: che maglie belle belle !

 

A Franco Balmamion tanto di cappello:
  intelligenza e forza, gambe e cervello !

 

Dopo la poesia, la prosa. ” A Armando, con grande amicizia – Franco Balmamion “: omaggio e dedica de Il campione silenzioso, di Bruno BILI (Bradipolibri, Torino, 2002); tutto sul corridore canavesano “in presa diretta”.

 

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Andrea Carrea

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CHE  BELLA  IDEA  –  ESSER  C A R R E A !

 

 

 

Coppi_rosa1COPPI  mi vuole
  con pioggia o sole
  grandine o vento
  sempre contento
  perché non mollo
  perché non crollo
  perché son forte
   M I L A N O   I N   R O S A : 
  ” Milano o morte ! “

 

 

 

coppigialla_mini

 

P A R I G I   I N   G I A L L O : 
  ” Parigi o morte ! “
 con  Fausto  in guerra
 nemici a terra
 Fausto  è vittoria
 e gloria gloria ! ! !

 

 

 ESSER  C A R R E A  –  CHE BELLA IDEA !

 

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ANDREA ” SANDRINO” CARREA, un alessandrino purosangue, come Fausto Coppi. Nato a Gavi il 14 agosto 1924, dopo tante tante tante salite dure e durissime condivise con il suo capitano, infine ha messo le ali e lo ha raggiunto lassù, partendo da Cassano Spinola il 13 gennaio 2013

 

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è   M E G L I O   L A   B I C I C L E T T A A A ! ! !

 

( Idea e fotografia di BRUNO CORREGGIA ma la battuta è mia )

 

 

 
 

 

 

Teresio Ferrari

 

T E R E S I O   F E R R A R I:

 

C I C L I S M O  e  A R T E

 

 

 

Ferrari1
 TERESIO ANGELO FERRARI è nato a Langosco Lomellina (Pavia) il 5 dicembre 1932 e nei primi anni Sessanta si è trasferito a Novi Ligure (Alessandria). Garzone meccanico, poi servizio militare, quindi la bicicletta i cui ottimi risultati lo fanno entrare nella lista degli azzurrabili per il campionato mondiale dilettanti del 1955, che si sarebbe svolto a Frascati. Durante il Gran Premio Liberazione (Roma), è a un passo, anzi a… una pedalata dalla vittoria quando la mala sorte lo prende di mira: dapprima lo scontro con uno spettatore, poi una moto del seguito che lo colpisce alla schiena e infine – ma guarda un po’ – una macchina dell’organizzazione che gli dà il colpo di grazia; fratture e lussazioni sparse, ginocchio destro a pezzi, ingessature e degenze: la classica carriera stroncata sul nascere.
 Campione italiano di canottaggio, carrozziere con i fiocchi, detiene alcuni brevetti di costruzione e di assemblaggio. L’estro creativo lo porta a cimentarsi dapprima con la scultura, campo in cui ottiene eccellenti risultati, fino a quando decide di dedicarsi esclusivamente alla pittura: dal ritratto al paesaggio marino o agreste al volo lirico-onirico, dal gattino in mezzo ai fiori al solitario in meditazione e così via secondo l’ispirazione delle Muse (tra i suoi pittori prediletti, il fiammingo Pieter Paul Rubens, 1577-1640.) Verso la pittura di oggi in generale non ha un’opinione troppo lusinghiera (e non è l’unico): si assiste troppo spesso a scarabocchi che si vogliono far passare come opere d’arte e per le quali – ahimè – non mancano acquirenti, disposti a sborsare cifre spropositate. I quadri dell’ amico Teresio abbelliranno assiduamente “BICICLISMO” vista la nostra comune passionissima per questo meravigliosissimo sport: ha ritratto decine di campioni di ieri e di oggi (Coppi, Bartali, Magni, Defilippis, Balmamion, Gimondi, Merckx, Moser, Saronni, Hinault, Chiappucci, Pantani e via pedalando).

 

Ferrari_quadro

 

 

 

In anteprima, ecco un suo paesaggio caraibico, mentre l’altra immagine lo ritrae insieme ad Alessandro BALLAN, campione del mondo professionisti nel 2008 a Varese, con vittorie e piazzamenti in prestigiose classiche. Anche lui – come decine di altri colleghi – è stato vittima della piovra dell’anti-doping e condannato a due anni di squalifica. IO sono stato, sono, e sarò sempre dalla parte dei corridori. Questo  è  il  mio  parere: con la  vita  che fanno,

 

l  ” ANTI DOPING  CONTROL “  non  si  discute :

 

va  semplicemente  A B O L I T O  !

 

 

 

 
 

 

 

Vincenzo Franco

 

 

 

 

francovincenzo_tutto

 
 

    Con  ‘Censo‘ e la sua famiglia ero amico da non so quanto tempo. Quando ci ha lasciati, ho scritto un biglietto che rispecchiava esattamente quello che pensavo e con mia grandissima sorpresa (ma anche con adeguata emozione e commozione) ho visto che i suoi famigliari hanno deciso di pubblicare le mie righe sul classico “ricordino”: dunque le riporto qui, per dimostrare quello che ‘Censo’ e il ciclismo significano per me

 
 

 

 

Alfieri – Gerbi

 
Incontro  immaginario  con
 
 
VITTORIO  ALFIERI
 
 
( La fantasia al potere, il potere alla fantasia ! )
 
 
 
 
“Signor Conte, nella galleria dei tanti personaggi di cui ha trasposto le vicende in teatro – spesso con tinte truci e sanguigne – c’ è qualcuno che potrebbe fare una degna figura, quella di primattore, per intenderci ?
 
 ” E come no ! Il nome che mi viene in mente è quello di un nostro concittadino il quale, pur non avendo avuto a che fare con tradimenti, congiure, veleni e simili – se non in senso metaforico – presenta in maniera inoppugnabile i tratti diciamo pure più focosi di alcuni miei personaggi: ovviamente è Giovanni Gerbi. Infatti ho buttato giù le prime battute che cantano le sue imprese, passate col tempo dalla storia alla leggenda, una sorta di chanson de geste del ciclismo direi, dove non mancheranno agguati, cariche, squilli di tromba e così via: insomma il repertorio ‘canonico’ di questo genere di composizioni “
 
Perché  Gerbi ? “ 
 
” La risposta è ovvia : perché era un vero diavolo, perché mi piace il suo modo di vivere, di correre, di vincere, di stravincere, di perdere e di far perdere, di arrabbiarsi e di far arrabbiare. E dunque, i tre atti del mio ‘dramma ciclistico’ – è davvero il caso di definirlo così – racconteranno in versi spesso incandescenti tutte le volte in cui la sua ‘ira funesta’ (per dirla con Omero) si è abbattuta con poca o veruna pietà sui malcapitati compagni di avventura. Nella storia del ciclismo – dai primordi fino ad oggi – si annidano a centinaia tradimenti, congiure, scazzottate, veleni  e così via, cioè l’intero e classico repertorio di una ‘tragedia’: in senso metaforico, certo, però siamo lì. Ma il mondo della bicicletta abbonda altresì di tante bellissime, fascinose immagini che ne fanno un universo quasi ipnotico, “pieno di malìa” (come Pinkerton definisce lo sguardo di Madama Butterfly nell’opera di Giacomo Puccini), che ti conquista e ti attanaglia: e dunque, viva il ciclismo! “
 
 
“La ringrazio, signor Conte. Aspettiamo con grande interesse, diciamo pure con trepidazione, questo suo lavoro: ci tenga informati”
 
  stemma alfieri
 
    
 
Lo stemma gentilizio della famiglia Alfieri, con due motti in francese e in latino: ” Tort ne dure ” si può rendere con “Prima o poi, tutto si paga” e ” Hostili tincta cruore ” significa “Bagnata del sangue nemico”, come risulta chiaramente dai rossi artigli dell’ aquila